venerdì 19 gennaio 2007

Christina Aguillera

Quanto mi piace questa nuova canzone... lenta, dolce, un po' malinconica, ma con una voce forte che ringrazia e promette di dimenticare tutti gli errori fatti e che chiede scusa per avere canzonato qualcuno...

Anch'io a volte mi sento canzonato dalla vita, deluso da mille aspettative che avevo riposto in ogni mio gesto quotidiano nella speranza di raccogliere qualcosa... già ma quel qualcosa non arriva mai.... a volte sono io che rifuggo, altre volte è quel qualcosa che pare caricato di un polo negativo e mi schizza via dalle mani, come un'anguilla appena pescata e ancora piena di vigore...

Questa canzone si intitola "hurt": anch'io a volte mi sento ferito ma non avverto mai la necessità di chiedere scusa a nessuno: in fondo che male faccio al prossimo?
Rispetto i miei spazi, sono timoroso, ho riguardo per il prossimo...

E-tunes è ora passato ad uno schifosissimo rap, un mix tra soul e rythm and blues: mi fa quasi venire il mal di mare, ha il sapore dolciastro del ruhm, magari cosparso di canna da zucchero sull'orlo del bicchiere.

Mi fa tornare indietro alla vacanza appena conclusa, a quei cocktail che venivano preparati sulla barca al grido di "aperitivo!!!": già la moda dell'aperitivo, scoppiata negli ultimi anni, diventata un'attività che provoca dipendenza... ogni settimana se non te ne fai uno, devono ricoverarti in qualche clinica e forse somministrarti una dose di metadone, se ne salti uno sei out, sei associale... ma a me a volte proprio non va di partecipare a questi aperitivi dove giovani più o meno rampanti gareggiano raccontandosi vicendevolmente i propri successi personali, le proprie attività amatorie, in una gara senza confini, specie per l'immaginazione.

A me l'aperitivo ha sempre messo una grande tristezza per una serie di motivi, quali la sbrigatività dell'incontro: un aperitivo è più di un incontro casuale per strada, ma meno di una cena, è più di un panino in piedi al bar o di una pizzetta di Altero ma meno di una chiacchierata sul divano di casa o di una lunga chiacchierata al telefono. Già, l'aperitivo si consuma quasi sempre in bilico su uno sgabello, appoggiati ad un balcone o fuori del locale, abbarbicati ad un lampione a gas, cercando disperatamente di non morire intirizziti in una serata invernale qualsiasi.
Insomma, in un luogo sconosciuto, alla portata di mille orecchie, dove non ci si può lasciare a confessioni o a liberi sfoghi della mente umana.
Mah forse, quando la mente umana non gna' fa' più, forse in questo caso nulla impedisce di svuotare l'animo da ansia e sofferenze.

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